Il viaggio dell'essere umano


Il mio insegnante diceva sempre questa frase: ”Siamo i guaritori di noi stessi”.

“Per guarire qualcuno, devi prima comprendere, conoscere, sapere perché le persone soffrono”. Se, guarendole, puoi mostrare loro come fermare la sofferenza, hai adempiuto al tuo compito di medico”. Imparai che al centro di ogni sofferenza c’è un rimedio, quello spirituale.  Il corpus di queste conoscenze sono la meditazione e la generazione della compassione risorse, senza le quali, la conoscenza potrebbe facilmente venire usata in maniera deviata.

L’arte di curare non si insegna. Essa consiste in un flusso continuo d’energia che scorre a partire dalla consapevolezza umana nel mondo naturale e in quello costruito dall’essere umano.

 Attraverso le tecniche e la osservazione appresa attraverso la medicina, si può imparare a connettersi con questo flusso d’energia.

 L’arte di curare è un aspetto dell’amore, di una compassione che si espande e che deriva dalla consapevolezza che porta alla conoscenza.

 Curare è un atto di conoscenza di sé. Noi siamo i guaritori di noi stessi. Quando capiamo che abbiamo bisogno di cure, attiviamo la medicazione all’interno di noi stessi: questo risveglia la conoscenza di chi noi siamo. Un processo individuale che può essere stimolato dal medico che risponde alla richiesta d’aiuto di un paziente. Mentre studiavo, maturava la conoscenza che avevo di me stesso e, anno dopo anno, aumentava la mia consapevolezza dell’immensa profondità della medicina Orientale che però mi diceva: “non rinnegare la tua cultura, impara da essa quanto più puoi”. “Prova a creare un’unione tra quello che ho cercato di insegnarti e ciò che è in Occidente.

Come la malattia si fa strada nei nostri corpi.

Nel tempo, le esperienze negative o molto intense, i periodi belli o brutti, stordiscono lentamente il corpo e la mente. S’infiltrano nel sistema nervoso centrale dei nostri corpi e lasciano dietro di loro la propria traccia sotto forma di energie profondamente radicate che dimorano nelle più remote parti della nostra personalità. Secondo la Medicina Orientale, questi antichi segni del corpo e della mente creano ciarpame emozionale e spirituale che, con il tempo, si trasforma in malattia fisica o emotiva oppure in circostanze negative della vita. La salute è una marea. È un processo, non un’esperienza statica o costante. Lo stato dell’energia di ogni persona è in continuo mutamento, in un incessante salire e scendere, aumentare e diminuire. Quando l’energia scende sotto un certo livello, che varia da persona a persona, si avvertono i primi segni di malessere.
La malattia può impiegare parecchio tempo a manifestarsi in forma materiale e può non essere immediatamente evidente. Molte persone conducono la loro vita quotidiana apparendo perfettamente in salute dall’esterno ma possono nascondere nell’intimo dell’animo un problema emotivo profondamente radicato o un cancro invisibile che le porta vicino alla morte. Alcuni permettono allo stress, una delle influenze più dannose per la nostra salute dei tempi moderni, di corrompere e spandersi all’interno, cosicché anni dopo si ritrovano consumati e malati. Prevenire le cause della malattia significa sapere come prevenire i modelli emozionali e comportamentali inadatti, in modo che le nostre vite divengano più armoniose e bilanciate. La negatività e il pregiudizio sono strettamente correlati. Le persone sono unite più dai loro pregiudizi, d’ogni tipo, che da qualsiasi altro fattore comune. Il pregiudizio reprime chiunque lo sperimenti in uno stato d’inutilità e frivolezza. La malattia può essere vista come un pregiudizio verso noi stessi. Attraverso la comprensione di come noi ci prendiamo cura di noi stessi, impariamo le fondamenta della salute e della malattia e questo, a sua volta, ci mostrerà come noi stessi creiamo i nostri modelli subconsci.
 

Il viaggio della vita è un’esperienza spirituale

Noi ci vediamo come carne e ossa ma, in realtà, gli esseri umani sono consapevolezza, quella che ha trovato il modo di esprimersi in questo mondo materiale assumendo una forma fisica. Al di sotto di tutte le costruzioni fisiche e mentali della nostra vita quotidiana, su questa terra esiste una consapevolezza spirituale pura e aperta. Questo è uno stato mentale naturale che è sempre presente in ogni persona, ordito nella stoffa delle nostre esistenze. Questa dualità può creare caos e sofferenza. La malattia è spesso condotta dalle nostre menti, emozioni e abitudini che si sovrappongono alla pura consapevolezza di noi stessi ma la nostra innata spiritualità può creare ordine e bellezza. Comprendere che ogni essere vivente ha questo infinito potenziale è al centro dell’insegnamento spirituale.
  Lo scopo d’ogni pratica spirituale, dovrebbe essere quella di aiutarci a godere la vita che abbiamo. Ciò che conta è evitare di essere intrappolati dal futuro, perché il futuro, e con esso il passato, sono solo creazioni della nostra immaginazione. Per essere felici dobbiamo prima  permettere a noi stessi di esserlo, adesso. Quindi dimentichiamo i pensieri come: “sarei così felice se solo accadesse... “ e “ero così felice quando le cose erano diverse…” tutto ciò che hai è l’adesso.

 Dunque, accettati senza abbellimenti o rimpianti. Inizia a prefiggerti lo scopo di sperimentare la vita di tutti i giorni nella maniera più aperta e diretta possibile. Dal momento in cui ti svegli al momento in cui vai a dormire, permetti a ogni esperienza di venire a te senza giudicare. La chiave è l’accettazione. Accettare qualsiasi cosa ci accada, è difficile all’inizio. Come a chiunque, ti farà paura la sola idea, ma gradualmente, man mano che abbatterai le barriere costruite in anni di abitudine, inizierai a essere meno reattivo verso il mondo che ti circonda. Spesso viviamo le nostre esistenze in uno stato di continua reazione alle esperienze. Se ci causano dolore ci adiriamo, soffriamo, piangiamo, temiamo per la nostra esistenza. Queste risposte reattive accentuano e acuiscono i sottili legami con la nostra sofferenza. Che siano eventi grandi o piccoli della vita, il risultato finale è lo stesso. L’accettazione toglie il pungolo della reattività e crea per noi una prospettiva sul modo in cui facciamo accadere le nostre vite.

 Vivi ogni giorno non come se fosse l’ultimo, o come se non avessi mai vissuto prima, ma per quello che è: un’esperienza sconosciuta, potenzialmente in grado di offrire una connessione alla tua umanità e felicità.
 

La vitalità e l’arte di vivere bene

Vivere bene è un’arte, non è solo abilità, coinvolge tre fattori principali: le altre persone, te stesso e la vitalità. Se desideri praticare l’arte devi conoscere le sue componenti. Il mio insegnante mi ripeteva sempre che ci sono nove tipi di attività, tutti connessi ai nostri stati di vitalità fisica, emotiva e psicologica.

I nove tipi di attività riguardano:

  1.  Cibo e dieta
  2. Comportamento
  3. Lavoro/carriera
  4. Il nostro mondo interiore
  5. Bisogni e credi spirituali
  6. Generosità e compassione
  7. Disciplina mentale
  8. Felicità
  9. Dividere, dare e ricevere.

Angelo Cospito